Di cosa si tratta?

> osteotomia di tibia

Con il termine osteotomia si intende la sezione chirurgica di un segmento osseo.

Lo scopo principale è quello di cambiare l’asse di un arto per ottenere una situazione meccanica più favorevole. In pratica è una frattura programmata più o meno completa la cui sede e modalità di esecuzione sono scelte al fine di traslare le forze pressorie da una regione ad un’altra.

Ci occupiamo qui delle osteotomie di ginocchio utilizzate per correggere le deviazioni dell’asse. Il ginocchio può presentare una deformità assiale a causa di vari motivi: conformazione costituzionale, pregresso intervento di asportazione completa del menisco, lassità legamentosa, artrosi monocompartimentale.

Un disassamento anche modesto non permette il normale equilibrio delle forze per cui il lato più caricato va incontro con il tempo ad una usura progressivamente più ampia. Il consumo cartilagineo asimmetrico a sua volta provoca o accentua lo sbandamento dell’articolazione: si instaura un circolo vizioso impossibile da arrestare con terapia non chirurgica. Il peggioramento non ha quindi velocità costante ma subisce una continua accelerazione.

Le alterazioni dell’asse sono il varismo ed il valgismo.

Il primo è la situazione anatomica in cui le ginocchia restano discoste mentre le caviglie si toccano: spesso si accompagna a perdita di estensione. Il varismo porta ad un’artrosi del compartimento mediale del ginocchio.

Nel valgismo le ginocchia si toccano mentre le caviglie restano discoste e spesso si accompagna ad aumento della estensione.





Quasi sempre il varismo è corretto operando la tibia e il valgismo, che è meno frequente, operando il femore.

In entrambi i casi la sezione dell’osso è fatta vicino all’articolazione perchè quì l’osso è meno resistente, più largo e ha maggior capacità di guarigione.

L’osteotomia di tibia si può fare in tre modi:

1) asportando un cuneo osseo a base laterale e avvicinando le superfici di sezione (osteotomia per sottrazione).

2) sezionando l’osso medialmente ed allontanando le superfici di sezione (osteotomia per addizione con cuneo).

3) sezionando l’osso medialmente ed allontanando progressivamente le superfici di sezione con un fissatore esterno (osteotomia di addizione).

Nelle prime due tecniche occorre stabilizzare la correzione ottenuta con mezzi interni di fissazione (placca e viti).

Negli ultimi anni è più usata l’osteotomia di addizione, perchè conserva una maggior quantità di osso e non modifica il bilanciamento dei legamenti e l’altezza della rotula. Le dimensioni del cuneo dipendono dall’angolo che si vuole raggiungere per ottenere l’effetto terapeutico desiderato. Le superfici di sezione devono essere fissate fin tanto che il callo osseo non si sia fermato rendendo indeformabile la correzione. Questo impedisce al paziente il carico completo sull’arto per diverse settimane.

Nella terza tecnica occorre stabilizzare l’osso con fissatore esterno, cioè con lunghe viti (fiches) collegate tra loro con una struttura metallica esterna (corpo del fissatore): nei giorni successivi all’intervento, agendo gradualmente sul corpo del fissatore, si determina una graduale modificazione dell’asse del ginocchio fino ad ottenere la correzione desiderata.

Una volta avvenuta la consolidazione dell’osteotomia, il fissatore viene rimosso anche ambulatorialmente e, comunque, senza anestesia.

Questa tecnica permette l’immediata ripresa della deambulazione e del carico sull’arto, quindi il mantenimento di un buon tono muscolare.

Consigli utili dal Blog

luglio 2011 > Indicazioni

Perchè sottopormi a osteotomia quando poi mi dovrò sottoporre a protesi?

L’osteotomia permette di ritardare la protesizzazione anche di 10 anni, questo è fondamentale in pazienti giovani (<55 anni), perché come ...

leggi

luglio 2011 > News

Perchè devo sottopormi ad un intervento con fissatore esterno e non con placca?

  Il P.T.A. presenta rispetto alla placca i seguenti vantaggi: - progressiva correzione dell'asse del ginocchio che può essere controllata con la ...

leggi

luglio 2011 > Intervento

Col fissatore esterno non c’e’ il rischio di infezioni ?

Questo rischio può esserci essendo gli elementi di presa un veicolo tra l’esterno e le strutture interne. Questo rischio è ...

leggi